Maria Iorio & Raphaël Cuomo presentano a Venezia il progetto “Logica del passaggio”

FURLA PREMIOMaria Iorio & Raphaël Cuomo, vincitori della decima edizione del Premio Furla, presentano alla Fondazione Querini Stampalia la prima formalizzazione del progetto di ricerca a lungo termine Logica del passaggio, in concomitanza con la 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

A cura di Simone Frangi, la mostra di Maria Iorio & Raphaël Cuomo raccoglie i frutti della prima fase di lavoro sul progetto con cui lo scorso novembre gli artisti si sono aggiudicati il Premio Furla 2015.

Ideato e curato da Chiara Bertola, il Premio Furla è il riconoscimento biennale d’eccellenza per l’arte contemporanea dedicato ai giovani talenti italiani. Nato con l’obiettivo di sostenere la migliore pratica artistica del nostro Paese – attraverso il monitoraggio, la selezione, la formazione degli artisti e la produzione di nuovi lavori – nel corso dei suoi quindici anni di storia il Premio ha saputo affermarsi come vetrina internazionale per la creatività emergente. Giunto alla sua decima edizione, quest’anno il Premio Furla è stato organizzato e promosso da Fondazione Furla in collaborazione con Comune di Milano Cultura e Palazzo Reale – che hanno ospitato la presentazione del Premio e la mostra Growing Roots – e con Fondazione Querini Stampalia, miart e Viafarini, e ha ottenuto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.

Maria Iorio & Raphaël Cuomo analizzano in Logica del passaggio il contesto generale dei fenomeni d’emigrazione “economica” italiana dal Sud del continente verso il Nord tra la fine degli anni Cinquanta fino alla meta degli anni Sessanta, mantenendosi rigidamente aderenti ai fatti e cercando al contempo di riconfigurarli tramite storytelling e complementi figurali: dalle modalità di attraversamento del confine alle condizioni di lavoro, dallo sfruttamento alle limitazioni di diritti e di mobilità in vista di un permesso di soggiorno lavorativo, fino all’efficiente dispositivo biopolitico di controllo sanitario che segnava il “passaggio” dei migranti dall’Italia alla Svizzera.

Il lavoro presentato in Fondazione Querini Stampalia stringe infatti il suo focus sui flussi migratori verso la Svizzera negli anni Sessanta, caratterizzati dal confinamento di lavoratrici e lavoratori immigrati alla mera sfera produttiva, da discriminazioni e xenofobia, e dall’utilizzo della strategia del “rischio sanitario” come mezzo di controllo del movimento d’emigrazione e di legittimazione da frontiera. Un procedimento normativo, quest’ultimo, incarnato in maniera eloquente nel lavoro di Iorio & Cuomo dall’edificio d’influenza modernista usato a Briga come centro di controllo medico dei migranti fino alla metà degli anni Novanta. Attraverso un film e un sistema spaziale Maria Iorio & Raphaël Cuomo leggono e ritrascrivono questo caso storico senza cedere a tentazioni meramente documentaristiche, andando piuttosto a svelarne la struttura replicabile che lo sostiene e la sua logica.

La presentazione al pubblico del lavoro di Maria Iorio & Raphaël Cuomo segna la fase conclusiva della decima edizione del Premio Furla, iniziata lo scorso settembre con l’annuncio della rosa dei cinque finalisti, e proseguita con la nomina a novembre dei vincitori e la loro partecipazione alla mostra retrospettiva Growing Roots – 15 anni del Premio Furla, a cura di Chiara Bertola, Giacinto Di Pietrantonio e Yuko Hasegawa (Milano, Palazzo Reale 5 marzo – 12 aprile 2015), che ha ripercorso le dieci edizioni del premio attraverso le opere dei suoi vincitori.

I progetti dei cinque artisti finalisti della decima edizione del Premio Furla sono stati valutati da una giuria internazionale presieduta da Vanessa Beecroft, artista madrina di questa decima edizione del Premio, e composta daTeresa Gleadowe (Presidente di Nottingham Contemporary, Nottingham, Gran Bretagna), Barbara Hernandez(Direttore di SOMA, Messico), Alya Sebti (Direttore Artistico della Quinta Biennale di Marrakech, Marocco) eBenno Tempel (Direttore della Foundation Gemeentemuseum Den Haag, The Hague, Paesi Bassi).